Cette fiche a été rédigée dans le cadre du projet d’Atlas encyclopédique des Petites Iles de Méditerranée, porté par le Conservatoire du Littoral, l’Initiative PIM, et leurs nombreux partenaires.
This sheet has been written as part of the encyclopedic Atlas of the Small Mediterranean Islands project, carried out by the Conservatoire du Littoral, the PIM Initiative and their numerous partners.
(https://pimatlas.org)

ILES

Cluster : Isole Tavolarine

Sottobacino : SARDINIA

Isola di Tavolara

Collaboratori : Augusto Navone

Data di creazione : 3 Aprile 2018

Per citare questa versione :  NAVONE, A. (2018). Foglio dell’isola : Isola di Tavolara – Sottobacino : Sardegna. Atlas of Small Mediterranean Islands. https://pimatlas.org/explorer-atlas/iles/isola-di-tavolara/

Comune Olbia
Arcipelago Isole Tavolarine
Superficie (ha) 604,206
Linea costiera (metri) 19996
Distanza dalla costa (miglia nautiche) 1
Altitudine massima (metro) 565
Coordinate geografiche Latitudine 40,9057122936
Longitudine 9,7129005408
Proprietà della terra /
Organismo di gestione Consorzio di 3 comuni (Olbia, S. Teodoro e Loiri S. Paolo) – Area marina protetta Tavolara-Punta
Stato di protezione nazionale /
internazionale /

Descrizione


L’Isola di Tavolara, con un’estensione di circa 600 ettari, appare costituita da una ripida dorsale carbonatica, che poggia su un più antico basamento granitico e che si eleva fino ai 565 m s.l.m. della Punta Cannone. Si estende per circa 6 km, con una larghezza massima di 1,5 km e una morfologia particolarmente ripida e accidentata. Gli affioramenti granitici, che si possono osservare con facilità lungo lo Spalmatore di Terra, risalgono al ciclo Ercinico durante il quale si ebbe la messa in posto del batolite sardo-corso. Nel successivo Permiano e a seguire nel Trias, si ebbero condizioni di continentalità, che portarono all’evoluzione di una superficie di spianamento permo-triassica articolata da rilievi residuali a tor e inselberg. Nel Giurese inferiore si assiste ad una fase di ingressione marina, che ha inizio con ambienti di transizione, fluvio deltizi, con la deposizione di conglomerati, arenarie e argille marnose contenenti una ricca paleo flora (Malm). Successivamente, la deposizione di sedimenti marini è rappresentata prima da dolomie e calcari dolomitici che verso l’alto passano a calcari bioclastici (Orrù & Pasquini, 1992).

Conoscenza


La flora di Tavolara si presenta particolarmente ricca, con 463 diverse entità, di cui 49 endemiche, pari al 31,5% del patrimonio isolano (AA.VV., 2008; Fois et al., 2016). Sono presenti due endemiti esclusivi dell’isola, Asperula deficiens e Centaurea x forsythiana, ibrido fra le due endemiche Centaurea horrida e Centaurea filiformis subsp. filiformis. Sono inoltre degne di menzione le endemiche sarde, spesso caratterizzanti gli ambienti calcarei rupicoli, Campanula forsythii, Micromeria filiformis subsp. cordata, Odontarrhena tavolarae e Thesium italicum.

É un sito di notevole importanza per la conservazione degli uccelli marini, in particolare di berta minore, Puffinus yelkouan, di cui ospita la più grande popolazione mondiale, stimata in 10-13.000 coppie.

L’area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo

Augusto Navone


L’Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo è stata istituita secondo la Legge 979 del 1982, integrata dalla Legge 394 del 1991, con decreto del Ministero dell’Ambiente del 12 dicembre 1997, modificato con decreto ministeriale il 28 novembre 2001. É gestita dal 2004 da un Consorzio fra i comuni di Olbia, Loiri-Porto San Paolo e San Teodoro e tutela circa 15.000 ettari di mare e 40 km di costa. Le attività e l’organizzazione dell’Area Marina Protetta sono definite nel decreto del Ministero dell’Ambiente, approvato il 03 dicembre 2014. L’area è suddivisa in tre zone a diverso grado di tutela:

zona A, di riserva integrale, rappresenta una percentuale contenuta dell’Area Protetta in cui l’accesso è limitato esclusivamente a personale e mezzi dell’Ente gestore, per attività di sorveglianza e monitoraggio, o a personale scientifico per attività di ricerca autorizzata. Le severe limitazioni all’accesso hanno garantito un’azione di conservazione incisiva, che è testimoniata dall’effetto riserva osservato sulla fauna ittica;

zona B, di riserva generale, in cui è consentita la balneazione, la navigazione alla velocità massima di dieci nodi, le immersioni subacquee come da regolamento e la pesca professionale per gli operatori autorizzati. Attraverso le regole si cerca di garantire una fruizione sostenibile delle risorse ambientali;

zona C, di riserva parziale, in cui sono consentite tutte le attività che non contrastino con le finalità istitutive di tutela ambientale.

Dal 2011 l’AMP di Tavolara Punta Coda Cavallo coincide con il SIC ITB010010 “Tavolara Molara e Molarotto”, che la Regione Sardegna ha affidato in gestione al Consorzio. L’area è anche certificata ASPIM, Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea, secondo la convenzione di Barcellona, per la presenza di numerose specie di interesse conservazionistico. È inoltre nodo della Rete Regionale di Assistenza della Fauna Marina in Difficoltà.

Riferimenti

Sito web Area Marina Protetta Tavola Punta Coda Cavallo: http://www.amptavolara.com

Interessi


Berta minore, AMP TPCC

Dal punto di vista floristico, sull’Isola Piana sono presenti alcuni endemismi sardi che, oltre ad essere documentati per la vicina Asinara, sono abbastanza diffusi in altre isole parasarde. In particolare questi sono: Limonium acutifolium subsp. acutifolium, Erodium corsicum, Stachys glutinosa, Genista corsica, Pancratium illyricum, Bellium bellidioides e Helichrysum microphyllum subsp. tyrrhenicum. Il taxon vascolare endemico di maggior interesse è senza dubbio il fiordaliso spinoso (Centaurea horrida), specie esclusiva della Sardegna settentrionale, presente in poche località prossime o all’interno dei cluster “Arcipelago dell’Asinara” e “Isole Tavolarine”.

Tra gli uccelli, si segnala l’importante presenza del gabbiano corallino (Larus melanocephalus), che costituisce l’unica popolazione nidificante in tutta la Sardegna (Bocchieri, 1999); tra i rettili invece quella di Testudo hermanni, Tarentola mauritanica, Euleptes europaea, Podarcis tiliguerta, Chalcides ocellatus e Hierophis viridflavus, mentre fra gli anfibi quella del rospo smeraldino (Bufo balearicus) (Corti et al., 2006).

Le prime tracce di presenza umana sull’isola sono rappresentate da pitture rupestri con schematiche figure antropomorfe, rinvenute nella Grotta del Papa, datate circa 4.700 anni fa. Recenti scavi archeologici sul cordone dunale dello Spalmatore di Terra hanno restituito testimonianze di insediamenti risalenti all’età del Bronzo. Nel periodo della dominazione romana, l’isola ha probabilmente rappresentato un punto d’approdo per le navi da carico, troppo grandi per avvicinarsi alla costa. È dopo il 1600 d.C. che l’isola diventa proprietà della famiglia Bertoleoni, che fra storia e leggenda, ne diventano i Re. La pesca, la produzione della calce e la presenza del faro, favoriscono l’insediamento di una comunità stabile, che alla fine del Novecento si riduce però di numero, mentre le attività cambiano, spinte dallo sviluppo del turismo. Lungo il cordone dunale dello Spalmatore di Terra è possibile percorrere un sentiero attrezzato con pannelli esplicativi, che raccontano la storia e le caratteristiche naturalistiche dell’isola.

Durante l’estate è attivo un punto informativo dell’Area Marina Protetta, nell’area immediatamente retrostante (sito web Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo).

Pressioni


AMP TPCC

La presenza antropica, nei mesi estivi rappresenta un fattore di possibile pressione, che l’Area protetta gestisce con una limitazione giornaliera del numero delle presenze. Un’altra pressione è costituita dalla presenza di specie aliene, animali e vegetali, oggetto di progetti specifici attualmente in corso.

Gestione / conservazione


Monitoraggio Invertebrati Posidonia, AMP TPCC

L’Isola di Tavolara è parte integrante dell’Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo.

Riferimenti


  1. AA.VV., 2008. Tavolara. A cura di Navone A. & Trainito E. Delfino Ed.

  2. Fois M., Fenu G. & Bacchetta G., 2016. Global analyses underrate part of the story: finding applicable results for the conservation planning of small Sardinian islets’ flora. Biodiversity and Conservation, 25, 1091-1106.
  3. Orrù P. & Pasquini C., 1992. Rilevamento geomorfologico sottomarino della riserva marina di Tavolara e di Punta Coda Cavallo (Sardegna nord-orientale). Giornale di Geologia, 54, 49-63.
  4. Sito web Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo: www.amptavolara.com

Print Friendly, PDF & Email