Cette fiche a été rédigée dans le cadre du projet d’Atlas encyclopédique des Petites Iles de Méditerranée, porté par le Conservatoire du Littoral, l’Initiative PIM, et leurs nombreux partenaires.
This sheet has been written as part of the encyclopedic Atlas of the Small Mediterranean Islands project, carried out by the Conservatoire du Littoral, the PIM Initiative and their numerous partners.
(https://pimatlas.org)

CLUSTER

Sottobacino : Sardegna

Isole della Riviera del Corallo

Autore :  Claudia Corti

Data di creazione : 3 aprile 2018

Per citare questa versione :  CORTI, C. (2018). Foglio di cluster : Isole della Riviera del Corallo – Sottobacino : Sardegna. Atlas of Small Mediterranean Islands. https://pimatlas.org/explorer-atlas/clusters/isole-della-riviera-del-corallo/

Composizione del cluster : isole 3
Composizione del cluster: arcipelaghi
Numero di isole con almeno uno status di protezione nazionale
Numero di isole con almeno uno status di protezione internazionale
Numero di isole con almeno un manager

Descrizione


Le isole del Corallo comprendono due isole e un isolotto del Mar di Sardegna, tutti ricadenti nel territorio della Nurra.

Il piccolo e basso Isolotto della Maddalena (o La Maddalenetta) situato nella rada di Alghero, con superficie emersa di poco superiore ai 2000 m2, perimetro inferiore a 200 m e distante dalla linea di costa circa 1 km, deve il suo nome a una piccola e antica chiesa, della quale ormai non resta più traccia, dedicata a Santa Maria Maddalena Penitente (Sari Bozzolo, 2010). Dal punto di vista geologico, La Maddalenetta fa parte del distretto vulcanico di Capo Marargiu ed è caratterizzata da depositi piroclastici del Burdigaliano.

Sull’Isolotto è presente un piccolo faro alto 6 m, circondato da malvoni (Lavatera arborea) che fu costruito negli anni Quaranta del secolo scorso sul basamento della suddetta chiesa. Le specie animali sinora osservate sull’Isola sono il gabbiano reale zampegialle (Larus michahellis) e il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis).

Le isole Foradada e Piana di Capo Caccia rientrano nei confini del Sito di Interesse Comunitario (SIC) ITB 010042 “Capo Caccia (con le Isole Foradada e Piana) e Punta Giglio”. Geologicamente sono riconducibili alla successione sedimentaria mesozoica della Sardegna settentrionale, la prima è un’imponente scoglio carbonatico, con superficie di poco superiore ai 5,5 ettari, un’altezza di 131 m s.l.m., caratterizzata da calcare a rudiste, localizzata a W di Capo Caccia in posizione più meridionale rispetto all’Isola Piana che è invece formata da depositi carbonatici di piattaforma, calcari, calcari dolomitici, calcari oolitici e bioclastici. Foradada dista dalla Penisola di Capo Caccia all’incirca 300 m e deve il suo nome alla presenza di una grande grotta (Grotta dei Palombi), lunga oltre 100 m, che l’attraversa da parte a parte. L’isola presenta a W un’alta falesia a strapiombo sul mare mentre il versante orientale, nonostante sia molto scosceso, appare meno acclive.

Per quanto concerne la flora, Desole (1954) scrive che su Foradada «si riesce a scovare una flora più ricca di quanto non ci si aspetti al primo sguardo d’assieme», riportando il ritrovamento di oltre 71 piante, fra le quali viene riportata la presenza di alcuni endemismi tirrenici, quali il cavolo di Sardegna (Brassica insularis) e il gigaro sardo-corso (Arum pictum) o addirittura esclusivi delle coste nord-occidentali della Sardegna (Limonium laetum).

Per quanto concerne la fauna, l’unico rettile è la lucertola tirrenica (Podarcis tiliguerta), domina incece l’ornitofauna e in particolare la berta maggiore (Calonectris diomedea), la berta minore (Puffinus yelkouan), l’uccello delle tempeste (Hydrobates pelagicus), il piccione selvatico (Columba livia), il rondone pallido (Apus pallidus) e il rondone maggiore (Tachymarptis melba), il merlo (Corvus monedula), il gabbiano reale zampegialle (Larus michahellis) e il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis).

L’Isola Piana dista un centinaio di metri dalla Penisola di Capo Caccia, è alta 105 m s.l.m. e ha una superficie di 13,5 ettari. Nonostante anch’essa presenti un tratto di falesia a strapiombo sul mare (a WSW), nell’insieme è molto più acclive dell’Isola di Foradada. Sul versante orientale è presente un piccolo canale, evidentemente più al riparo dai venti dominanti, che appare particolarmente ricco di vegetazione arbustiva. Sulla flora dell’Isola Piana Desole (1954) scrive: «causa della sua maggiore capienza e della sua struttura morfologica, si ha una flora abbastanza più varia ed abbondante” in rapporto alle altre isole [I. Foradada e I. dei Porri], con particolari fitocenosi e qualche rarità di grande rilievo», riportando per l’isola la presenza di 85 specie; di queste se ne ricordano alcune quali l’olivastro (Olea europaea), la palma nana (Chamaerops humilis), i ginepri (Juniperus macrocarpa e J. turbinata), le euforbie (Euphorbia characias e E. dendroides), la salsapariglia (Smilax aspera), che sono tipiche della macchia. Desole (1954) segnala inoltre la presenza della felce dolce (Polypodium cambricum), della violacciocca selvatica (Matthiola tricuspidata), del gigaro sardo-corso (Arum pictum), delle scille, sia marittima (Charybdis pancration) che ondulata (C. undulata), e di molte altre fra le quali numerose terofite e geofite.

Tra le diverse specie di animali segnalate per l’Isola si ricordano il Tarantolino (Euleptes europaea) la cui presenza sull’isola andrebbe tuttavia confermata, la lucertola tirrenica (Podarcis tiliguerta), il gabbiano reale zampegialle (Larus michahellis), la rondine montana (Ptyonoprogne rupestris), il rondone maggiore (Tachymarptis melba), il rondone pallido (Apus pallidus), il piccione selvatico (Columba livia) e il marangone dal ciuffo (Phalacrocorax aristotelis).

Per quanto concerne la flora e fauna marine nell’area di Capo Caccia che comprende anche l’Isola Foradada e l’Isola Piana, sono segnalate le alghe rosse Lithophyllum lichenoides, Lithophyllum incrustans, Phymatolithon lenormandii e Neogoniolithon brassica-floridum (specie, quest’ultima, particolarmente resistente al forte urto delle onde) (Cossu et al., 1992); i fondali rocciosi sono inoltre popolati da diverse specie di poriferi, briozoi, echinodermi, diversi crostacei quali l’astice (Homarus gammarus) e l’aragosta (Palinurus spp.) e alcune specie di balanidi, molluschi fra i quali si ricorda la Patella ferruginea, nonché altri invertebrati incluso il corallo rosso (Corallum rubrum). La fauna ittica è altrettanto varia e ricca di specie: se ne ricordano alcune quali il cavalluccio marino (Hyppocampus guttulatus), il sarago maggiore (Diplodus sargus) e quello fasciato (Diplodus vulgaris), la cernia bruna (Epinephelus marginatus) e quella bianca (Epinephelus aeneus) e la triglia di scoglio (Mullus surmuletus).

Conoscenza


Interessi


Pressioni


Gestione / conservazione


Bibliografia


  1. Cobolli M., Lucarelli M. & Sbordoni V., 1996. Le farfalle diurne delle piccole isole circumsarde. Biogeographia, 18: 569-582.

  2. Cossu A., Gazale V. & Baroli M., 1992. La Flora marina della Sardegna: inventario delle alghe bentoniche. Giornale botanico italiano, 126: 651-707.

  3. Cossu A., Farris A. & Torre A., 2012. La biodiversità del SIC di capo caccia-Punta Giglio nel Parco di Porto Conte. Carlo Delfino Editore, Sassari, 144 pp.

  4. Desole L., 1954. Studio Floristico e Fitogeografico Delle Piccole Isole della Sardegna Nord-Occidentale. Giornale botanico italiano, 61: 2-3.

  5. Foddai D., Minelli A. & Zapparoli M., 1996. I chilopodi delle isole circumsarde nel contesto del popolamento insulare dell’area tirrenica s.l. Biogeographia, 18: 357-376.

  6. Piras V., 2007. Gruttas e pelciones. Regione autonoma della Sardegna, Grafiche Editoriali Solinas s.a.s., Nuoro e Bolotana.

  7. Poggesi M., Agnelli P., Borri M., Corti. C., Finotello P. L., Lanza B. & Tosini G., 1996. Erpetologia delle isole circumsarde. Biogeographia, 18: 583-618.

  8. Sari Bozzolo, 2010. La chiesa scomparsa [sito web] http//:raffaelesari.blogspot.com/2010/09/la-chiesa-scomparsa.html

Tableau récapitulatif des clusters et îles du sous-bassin


NOME DELLE ISOLE E DEGLI ISOLOTTI NOME DELL’ARCIPELAGO superficie (ha) Altitudine massima (metro) Linea costiera (metri) Distanza dalla costa (miglio nautico) Coordinate geografiche Proprietà Isole con almeno uno status protetto Presenza di un manager
Latitudine Longitudine
Isola di Foradada Isole della Riviera del Corallo

5,41254 131 1290   40,5706297 8,1516413    
Isola Piana di Capo Caccia 13,3826 105 1785   40,6038133 8,14096201     Commune d’Alghero
Isola della Maddalena 0,910898 4 40,5722873 8,30018509

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