Cette fiche a été rédigée dans le cadre du projet d’Atlas encyclopédique des Petites Iles de Méditerranée, porté par le Conservatoire du Littoral, l’Initiative PIM, et leurs nombreux partenaires.
This sheet has been written as part of the encyclopedic Atlas of the Small Mediterranean Islands project, carried out by the Conservatoire du Littoral, the PIM Initiative and their numerous partners.
(https://pimatlas.org)

CLUSTER

Isole della Costa del Sud

Autore : Maria Silvia Pinna

Data di creazione : 3 aprile 2018

Composizione del cluster : isole
Composizione del cluster: arcipelaghi
Numero di isole con almeno uno status di protezione nazionale
Numero di isole con almeno uno status di protezione internazionale
Numero di isole con almeno un manager

Descrizione


Il cluster delle Isole della Costa del Sud è localizzato nella Sardegna sud-occidentale, tra la provincia del Sud Sardegna e la città metropolitana di Cagliari. Il cluster è composto dall’Isola Rossa di Punta Niedda (a circa 700 m dalla costa e con una superficie di quasi 11 ettari), da altre 8 isole minori e 2 scogli di piccole dimensioni, la maggior parte localizzati nell’arco costiero tra il Promontorio di Capo Teulada e quello di Capo Malfatano.

All’interno del cluster sono presenti 3 Siti d’Importanza Comunitaria (SIC): “Isola Rossa e Capo Teulada” (ITB040024) che comprende l’isola omonima, il SIC “Stagno di Piscinnì” (ITB042218) all’interno del quale ricade l’Isola di Campionna e il SIC “Porto Campana” (ITB042230) che include l’Isolotto di Su Giudeu. Gli altri isolotti e scogli non godono invece di alcuna tutela e non ricadono all’interno del perimetro di aree protette.

Dal punto di vista geologico, la maggior parte delle isole del cluster sono costituite da rocce attribuibili all’era paleozoica. L’Isola Rossa è infatti formata da un unico ammasso di rocce paleozoiche di colore rosso (granodioriti monzogranitiche equigranulari), dalle quali prende il nome (Bocchieri & Iiriti, 2000). L’Isola di Tuarredda è composta da metamorfiti gneissiche di età precambrica e scisti arenacei del Cambriano medio (Bocchieri, 1983), l’Isola di Campionna è formata da scisti di colore grigio verdastro del Cambriano medio, dove si trovano inclusi rari cristalli di pirite (Bocchieri, 2001), e l’isolotto di Su Giudeu è formato da granodioriti monzogranitiche del Carbonifero. Di natura vulcanica sono invece le isole di San Macario e Coltellazzo, quest’ultima è il relitto di un camino di emissione di un edificio vulcanico di età terziaria, costituito da lave andesitiche (Bocchieri, 2001). Lo scoglio di Sant’Elia è invece l’unico di natura calcarea, essendo costituito da rocce carbonatiche della serie miocenica.

A livello floristico, tra le isole della Costa del Sud, quella con la maggior ricchezza floristica è l’Isola Rossa (206 entità comprese in 59 famiglie e 157 generi), dove si possono osservare sia formazioni di macchia abbastanza estesa, costituita da Euphorbia dendroides e Calicotome villosa, che formazioni a boscaglia dominata da Phillyrea spp., Myrtus communis, Olea europaea, Brassica insularis, Smilax aspera, Asparagus albus e rari esemplari di Rhamnus alaternus (Bocchieri & Iiriti, 2000). Altri studi approfonditi sulla flora sono presenti solo per le isole di Campionna, Coltellazzo e San Macario (Bocchieri, 1987; 1989a, b), mentre non si hanno informazioni sulle altre isolette e scogli del cluster. La componente endemica, concentrata sull’isola Rossa, Tuarredda e San Macario, è limitata a 9 taxa, tra cui Silene martinolii, presente nelle zone costiere meridionali e occidentali dell’Isola Rossa, dove vegeta rara e poco abbondante, minacciata dall’erosione e dalle colonie di gabbiani (Bacchetta, 2006; Bocchieri & Iiriti, 2000).

Gli ambienti costieri delle isole e degli isolotti hanno un elevato interesse naturalistico per la fauna, sono infatti siti importanti per la nidificazione di uccelli marini di elevato interesse conservazionistico e di interesse prioritario ai sensi delle Direttive Europee, come la berta maggiore (Calonectris diomedea) e il gabbiano corso (Ichthyaetus audouinii).

Per quanto concerne l’erpetofauna, evidenziamo la presenza di alcune specie inserite negli allegati della Direttiva Habitat (92/43/CEE), quali il gongilo (Chalcides ocellatus), il tarantolino (Euleptes europaea), oltre che la lucertola tirrenica (Podarcis tiliguerta) e la lucertola campestre (Podarcis siculus), quest’ultima in particolare è segnalata a San Macario e Coltellazzo mentre in tali isole risulta assente la Podarcis tiliguerta, ciò avvalorerebbe l’ipotesi che Podarcis siculus avrebbe raggiunto le due isole in epoca recente soppiantando la Podarcis tiliguerta (Poggesi et al., 1996).

Conoscenza


Interessi


Pressioni


Gestione / conservazione


La dama di Nora e l’esplorazione subacquea nei fondali di Coltellazzo

Le campagne di esplorazione subacquea condotte tra il 1978 e il 1984 nell’area archeologica di Nora dal gruppo di ricerca del Touring Club de France coordinato da Michel Cassien, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per le Province di Cagliari e Oristano, hanno portato al recupero dei carichi custoditi in alcuni relitti (presumibilmente tre), affondati in prossimità del promontorio della torre di Sant’Efisio (Ghiotto, 2014). 

Uno dei tre relitti è riferibile a un’imbarcazione di età punica, naufragata a sud-est dell’Isola del Coltellazzo. Il carico di questo relitto includeva, oltre a vari frammenti di terrecotte figurate, l’eccezionale ritrovamento di cinque teste fittili, in particolare due grandi teste femminili e altre tre teste più piccole (una infantile, una maschile e una femminile).

Tra le cinque teste fittili, la testa femminile più monumentale godette fin dalla sua scoperta di una certa notorietà, sia per le sue imponenti dimensioni, sia perché rappresentava una delle principali testimonianze di coroplastica rinvenute nella città e nell’intera isola, divenendo nota come la “Dama di Nora”. Per tale ragione la Dama di Nora è esposta in una sala del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari, mentre tutte le altre terrecotte figurate sono state trasferite presso i magazzini della Soprintendenza.

Per quanto concerne l’identificazione della Dama di Nora, l’ipotesi generalmente accolta è che fosse la testa di una statua di culto rappresentante una divinità femminile non identificata, tale interpretazione è motivata soprattutto dalla solenne maestosità del manufatto, attribuibile alla corrente classicista in voga tra il II e il I secolo a.C. 

Le altre terrecotte figurate rinvenute furono una statuetta femminile, vari particolari anatomici umani (piedi, dita e un probabile utero), alcune raffigurazioni animali (musi e orecchie) e qualche frammento non riconoscibile. Tali reperti sono stati interpretati o come parti di statue composite (forse di culto) o come manufatti votivi a sé stanti; questo è il caso dell’elemento anatomico identificato come un utero il quale probabilmente rivestiva la funzione di ex voto.

L’origine delle terrecotte rinvenute non è nota, anche se l’ipotesi più accreditata è che siano state importate in Sardegna da altre parti dell’Italia, ma si ritiene che parte di esse fosse destinata al “Santuario di Esculapio”, un edificio di culto che si ergeva sulla punta meridionale della penisola di Nora.

Riferimenti

Ghiotto A.R., 2014. La “Dama di Nora” e le altre terrecotte figurate in Bonetto J. (Ed.) 2014. Nora e il mare Le ricerche di Michel Cassien (1978-1984). Padova University press, Padova.

Maria Silvia Pinna

Bibliografia


  1. Bacchetta G., 2006. Flora del Sulcis (Sardegna sud-occidentale, Italia). Guineana, 12: 1-369.

  2. Bocchieri E., 1983. La flora dell’isola di Tuarredda (Sardegna meridionale). Rendiconti Seminario Facoltà Scienze Università Cagliari, 53: 113-127.
  3. Bocchieri E., 1987. Flora of S. Macario’s island (Sardinia, Italy). Willdenowia, 16: 395-402.
  4. Bocchieri E., 1989a. Phytogeographic evaluation of the flora of the island of Coltellazzo (Southern Sardinia). Archivio botanico e biogeografico Italiano, 64: 43-54.
  5. Bocchieri E., 1989b. The flora of the island of Campionna (Sardinia, Italy). Willdenowia, 18: 361-366.
  6. Bocchieri E. & Iiriti G., 2000. Modificazioni e strategie competitive osservate nella flora dell’isola rossa di Teulada (Sardegna sud occidentale). Rendiconti Seminario Facoltà Scienze Università Cagliari, 70: 293-332.
  7. Bocchieri E., 2001. Endemismi e rarità tra la flora delle piccole isole della provincia di Cagliari (Sardegna) Biogeographia, 22: 1-30.
  8. Poggesi M., Agnelli P., Borri M., Corti C., Finotello P. L., Lanza B. & Tosini G., 1996. Erpetologia delle isole circumsarde. Biogeographia, 18: 583-618.

Tableau récapitulatif des clusters et îles du sous-bassin


NOME DELLE ISOLE E DEGLI ISOLOTTI NOME DELL’ARCIPELAGO superficie (ha) Altitudine massima (metro) Linea costiera (metri) Distanza dalla costa (miglio nautico) Coordinate geografiche Proprietà Isole con almeno uno status protetto Presenza di un manager
Latitudine Longitudine
Isola di Campionna 0,631916 16 334 38,9144613 8,765562
Isola del Coltellazzo,Isolotto di Coltellazzo 0,527621 11 375 38,9848238 9,02352851
Isole Ferraglione orientale 0,989104 8 360 38,8818664 8,8269445
Isole Ferraglione occidentale 0,686904 14 300 38,8814759 8,8249404
Isola di Padiglioni 0,302637 4 190 38,8760697 8,83468763
Isola di Teulada,Isola Rossa di Punta Niedda 10,8358 43 1715 38,9145691 8,71648174
Isola Su Giudeu 1,34482 18 400 38,8819519 8,86468385
Isola di San Macario 2,02339 29 582 39,0036332 9,03223971
Isola di Tuarreda 4,45846 32 1092 38,8915874 8,81310453
Scoglio di Tuarredda 0,2982 8 230 38,8890518 8,81126492
Scoglio Sant’Elia 0,168558 0 39,1836555 9,14243626

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