Cette fiche a été rédigée dans le cadre du projet d’Atlas encyclopédique des Petites Iles de Méditerranée, porté par le Conservatoire du Littoral, l’Initiative PIM, et leurs nombreux partenaires.
This sheet has been written as part of the encyclopedic Atlas of the Small Mediterranean Islands project, carried out by the Conservatoire du Littoral, the PIM Initiative and their numerous partners.
(https://pimatlas.org)

CLUSTER

Isole del Nord della Sicilia

Rédigé par : P. Lo Cascio, G. Scotti, S. Pasta & M. Crisafulli

Date de création : 15/12/2017

Composition du cluster : îles ?
Composition du cluster : archipels ?
Nombre d’îles avec au moins un statut de protection national ?
Nombre d’îles avec au moins un statut de protection international ?
Nombre d’îles avec au moins un gestionnaire ?

Descrizione


Gli scogli della Sicilia settentrionale sono distribuiti lungo il tratto centro-occidentale della costa tirrenica dell’isola maggiore, compreso tra Cefalù e Milazzo (longitudini 14°01’19’’ e 15°14’00’’ Est). Si tratta di un gruppo alquanto omogeneo da un punto di vista geomorfologico, che raggruppa 5 scogli e isolotti di piccola dimensione (tra 40 e 1795 m2), con scarso sviluppo altitudinale (il valore massimo si registra alla Pietra di Patti che raggiunge 27 m di quota) e posti a distanza variabile dalla terraferma (20 m: scogli di Baia Kalura; 450 m: Scoglio di Brolo; 1060 m: Pietra di Patti), dalla quale sono separati da bracci di mare di profondità molto ridotta (con valori massimi pari a 40 m tra l’isola maggiore e Pietra di Patti).

La geologia degli scogli è perlopiù identica a quella della costa antistante l’isola maggiore, dalla quale si sono individualizzati verosimilmente nel corso del Pleistocene.

Gli scogli di Baia Kalura a Cefalù sono costituiti da quarzareniti grigio-giallastre riferite al Flysch Numidico (Oligocene-Miocene inferiore, 34-20 milioni d’anni fa). La loro individualizzazione è avvenuta a seguito di fenomeni di erosione tuttora in corso, dovuti alla dinamica litorale che ha provocato l’arretramento della scarpata e il crollo di blocchi massivi di diverse dimensioni.

Lo Scoglio della Portella a Capo Milazzo è costituito da rocce calcaree risalenti al Tortoniano superiore-Messiniano Inferiore (8-7 milioni d’anni fa). La presenza di affioramenti di natura carbonatica è un fatto non comune nei Peloritani, caratterizzati perlopiù da rocce intrusive a grado di metamorfismo più o meno intenso, che caratterizzano invece La Pietra di Patti e lo Scoglio di Brolo.

Sulla base delle medie annue registrate nelle stazioni di rilevamento termo-pluviometrico più vicine agli scogli ed isolotti inclusi in questo cluster, ovvero Cefalù, Santo Stefano di Camastra, Barcellona, Milazzo e Capo d’Orlando, le temperature sono comprese tra 16.8 e 18.8 °C, mentre le precipitazioni tra 615 e 730 mm. L’area è dunque caratterizzata da un termotipo termomediterraneo inferiore e da un ombrotipo subumido superiore.

In un contesto geomorfologico poco interessante per la subacquea ricreativa (mancanza di substrati duri nell’area), lo scoglio di Brolo e la Pietra di Patti, rappresentano gli unici siti di immersione nell’ampio tratto costiero compreso fra Capo d’Orlando e Patti.

Per via delle loro dimensioni estremamente ridotte, gli scogli ed isolotti di questo cluster non ospitano alcuna traccia di presenza permanente dell’uomo nel recente passato né vestigia di attività pregresse.

 

Stato delle conoscenze


Il settore orientale della costa tirrenica siciliana è stato oggetto di numerose indagini di carattere geologico, sismo-tettonico e geormofologico. Grazie ai notevoli progressi tecnici della geologia marina registrati nel recente passato, negli ultimi 20 anni sono state inoltre effettuate diverse campagne finalizzate alla mappatura tridimensionale della porzione sottomarina di questo tratto costiero. Pertanto le conoscenze sulla litologia degli isolotti e scogli di questo cluster appare sufficientemente indagata, ed in alcuni casi si dispone di dati di dettaglio sulla morfologia dei fondali che li circondano.

Ad oggi non esiste invece alcuna pubblicazione scientifica che faccia riferimento esplicito al popolamento vegetale e animale della porzione emersa degli scogli ed isolotti di questo cluster. Una lista preliminare della loro flora vascolare, frutto di prospezioni effettuate da S. Pasta, M. Crisafulli e I. Buscemi nel corso del periodo primaverile-estivo tra il 2014 ed il 2016, è in fase di pubblicazione.

Altrettanto frammentarie sono le informazioni riguardanti i popolamenti animali e vegetali marini nelle aree circostanti gli scogli ed isolotti del cluster. Le uniche indagini scientifiche si riferiscono alla caratterizzazione dello Scoglio della Portella a Milazzo, effettuate dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nell’ambito di uno studio del 2016, commissionato dal Ministero dell’Ambiente ai fini dell’istituzione dell’AMP ‘Fondali di Capo Milazzo’. Per quanto riguarda gli scogli di Baia Kalura, lo scoglio di Brolo e la Pietra di Patti, le informazioni naturalistiche disponibili sui fondali prospicienti queste emergenze rocciose derivano da osservazioni personali raccolte da G. Scotti nel corso delle attività subacquee svolte negli ultimi 10 anni allo scopo di esplorare nuovi siti idonei al turismo naturalistico subacqueo.

La fauna terrestre non è mai stata studiata; tuttavia, in ragione della loro modesta estensione e della fisiografia, è da escludere che gli isolotti possano ospitar popolamenti complessi e/o caratterizzati dalla presenza di elementi di particolare rilievo.

Interesse


Numerosi fattori (ridotte dimensioni, morfologia aspra, assenza pressoché totale di suolo, esposizione pressoché continua al moto ondoso ed ai venti provenienti dal quarto quadrante, vicinanza alla terraferma, recente separazione) influiscono sulla scarsa originalità floristica e biologica di questi isolotti. Essi infatti non ospitano alcuna specie vegetale d’interesse biogeografico e/o conservazionistico. Le comunità vegetali che vi si riscontrano sono poco strutturate, mentre la loro flora vascolare si presenta povera, eterogenea e caratterizzata da una significativa presenza di diverse piante nitrofile (es.: Chenopodium album L., Portulaca oleracea L., ecc.), specie che sottolineano il ruolo svolto da questi corpi emersi come punto di sosta per gli uccelli dell’isola maggiore, i migratori nonché l’intenso disturbo connesso con la presenza stagionale di alcune coppie di gabbiani, Larus michahellis (Naumann).

Le modeste dimensioni, la fisiografia e le caratteristiche ecologiche degli isolotti non permettono la presenza di popolazioni di vertebrati terrestri, per i quali non risultano segnalazioni in letteratura né conferme nell’ambito delle prospezioni effettuate; per gli invertebrati, i siti presentano una notevole povertà faunistica e le popolazioni locali sono segnate da un certo grado di instabilità.

Lo Scoglio della Portella è separato, ad est, dalla linea di costa del Promontorio di Capo Milazzo da un piccolo canale largo appena una decina di metri e profondo circa 2 m. Sul lato occidentale il fondale digrada rapidamente fino alla profondità di circa 20 m ospitando una ricca e diversificata comunità fitobentonica che colonizza i substrati duri della parte sommersa dello scoglio. Elementi di pregio della comunità vegetale locale sono Cystoseira spp. ed ampi nuclei di Posidonia oceanica (L.) Delile, che si impianta sia su roccia sia su matte. Nell’area sono state rilevate tre specie di interesse comunitario incluse nell’Annesso IV della Direttiva 92/43/CEE ‘Habitat’, i due molluschi bivalvi Lithophaga lithophaga (Linnaeus) e Pinna nobilis Linnaeus, e l’echinoderma Centrostephanus longispinus (Filippi). Sulla parete che digrada verso sud-ovest colonie di Eunicella cavolini (Koch) ed E. singularis (Esper) caratterizzano un precoralligeno ben strutturato, che a poche decine di metri dallo Scoglio cede il posto al vero e proprio coralligeno che trova la sua massima espressione con estese formazioni di Paramuricea clavata (Risso). La fascia mesolitorale dello Scoglio della Portella ospita una cintura ad Astroides calycularis (Pallas). Questa madrepora arancione si spinge fino a circa 15 m di profondità lungo il lato occidentale dello scoglio. A pochi metri dallo Scoglio della Portella, lungo il margine occidentale del Promontorio di Capo Milazzo, è presente una ben strutturata costruzione biogena ad opera del gasteropode sessile Dendropoma petraeum (Monterosato) riferibile all’habitat 1170.

Baia Kalura è una piccola baia che si sviluppa ad est di Cefalù ed è compresa fra il molo foraneo dell’approdo turistico di Presidiana e Torre Kalura. La spiaggia ciottolosa digrada lentamente verso il largo alternando ampie lenti si sabbia miste a piccoli massi e modesti nuclei di Posidonia oceanica. I pochi substrati duri rappresentati dagli scogli della Kalura sono colonizzati da popolamenti ad alghe fotofile con dominanza di Cystoseira spp., Dictyota spp. e Laurencia pyramidalis Bory de Saint-Vincent ex Kützing.

Pressioni

Pressioni


La vicinanza ai centri abitati della costa ed il frequente stazionamento dei gabbiani concorrono a favorire l’apporto di semi o propaguli di specie vegetali esotiche o comunque estranee alla flora degli ambienti naturali. Nei siti di nidificazione dei gabbiani e – nel caso dello scoglio di Brolo – in il nutrito numero di bagnanti e fedeli che vi fanno accesso durante l’estate, costituiscono un ulteriore fattore di disturbo piuttosto intenso ancorché stagionale per via del massiccio calpestio. Tale impatto interferisce in misura minore sulle specie vegetali, perlopiù annue e/o legate ad ambienti alo-nitrofili; per lo stesso motivo, nonché per l’assenza di rifugi idonei, gli isolotti non si prestano alla nidificazione di altre specie di uccelli marini.

Per quanto riguarda la parte sommersa, la vicinanza alla costa ed a grandi centri abitati, la presenza di importanti strutture turistico-ricettive come quelle presenti nella Baia della Kalura, determinano significativi impatti stagionali di sulla qualità delle acque marine costiere frutto di diverse attività (balneazione, pesca, nautica da diporto e immersioni subacquee).

Tra i fattori maggiormente impattanti: l’ancoraggio non regolamentato su praterie di Posidonia oceanica di numerose imbarcazioni da diporto (in prossimità dello Scoglio della Portella e della adiacente Baia di S. Antonio), l’inquinamento di tipo cloacale proveniente da alcuni scarichi costieri, rappresentano una fonte di degrado per le acque marine costiere e le biocenosi presenti.

Laddove queste strutture rocciose (Scoglio di Brolo e Pietra di Patti) sono inserite in un contesto morfologico di modesto valore paesaggistico causato dalla monotonia di fondali sabbiosi, esse rappresentato elementi di attrazione per la subacquea ricreativa e la nautica da diporto.

Anche i fondali dello Scoglio della Portella di Capo Milazzo risentono di un notevole apporto antropico legato alle attività subacquee che nell’area sono molto consistenti. A ciò si aggiunge il turismo balneare che esercita una consistente pressione, sotto forma di calpestio, sulle bioformazioni a vermetidi che nell’area sono piuttosto estese.

Le praterie a Posidonia oceanica sono sottoposte a forte stress per via degli ancoraggi delle numerose imbarcazioni da diporto che stazionano giornalmente.

Gestione e Conservazione


Nessuno degli isolotti di questo cluster ricade all’interno di riserve naturali o di siti della Rete Natura 2000, ad eccezione dello Scoglio della Portella, che è incluso nel SIC ITA030032 ‘Capo Milazzo’.

Per quanto concerne l’ambito marino, le aree prospicienti gli isolotti e gli scogli sommersi non presentano aspetti di degrado particolarmente allarmanti. Tuttavia, la progettazione del sistema degli accessi al litorale, sia via mare che via terra, di supporto all’attività balneare, risulta necessaria al fine di ridurre i fattori di pressione indotti sugli habitat e sulle specie di interesse comunitario presenti in alcune delle aree incluse in questo cluster. Il miglioramento dei sistemi di depurazione delle acque, che in alcuni settori costieri risultano insufficienti, porterebbe ad un incremento della qualità delle acque marine costiere, con sicuri benefici per gli ecosistemi marini.

Inoltre, in alcuni casi, in corrispondenza della parte rocciosa emersa e di quella sommersa occorrerebbe: a) operare il posizionamento di manufatti (passerelle in legno e pannelli informativi) – anche temporanei e removibili – per ostacolare il danneggiamento di habitat o specie di interesse comunitario come le biocostruzioni litoranee (i cosiddetti ‘trottoir a vermeti’); b) regolamentare il passaggio delle imbarcazioni sotto costa per evitare alterazioni dell’idrodinamismo che potrebbe innescare fenomeni di regressione del popolamento a molluschi vermetidi.

Per quanto riguarda lo Scoglio della Portella. l’istituzione della nuova AMP ‘Fondali di Capo Milazzo’ potrebbe risolvere il difficile compito della gestione e protezione della fascia costiera. All’istituenda AMP (si attende solo il decreto istitutivo), infatti, potrebbe essere affidata anche la gestione del SIC ITA030032 ‘Capo Milazzo’, il cui Piano di Gestione è stato approvato con D.D.G. n° 471 del 9/06/2017.

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Tableau récapitulatif des clusters et îles du sous-bassin


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