Cette fiche a été rédigée dans le cadre du projet d’Atlas encyclopédique des Petites Iles de Méditerranée, porté par le Conservatoire du Littoral, l’Initiative PIM, et leurs nombreux partenaires.
This sheet has been written as part of the encyclopedic Atlas of the Small Mediterranean Islands project, carried out by the Conservatoire du Littoral, the PIM Initiative and their numerous partners.
(https://pimatlas.org)

ISOLE

Cluster : AOLIAN

Sous-bassin : SICILE

Strombolicchio

Contributeur :

Salvatore Pasta ; Pietro Lo Cascio

Date de création : 15/12/2017

Commune Lipari
Archipel Aeolian Archipelago
Surface (ha) 0,3
Linéaire côtier (mètre) /
Distance à la côte (Mile nautique) /
Altitude max (mètre) /
Coordonnées géographiques Latitude 38,817221
Longitude 15,251946
Propriété foncière /
Gestionnaire(s) /
Statut de protection national /
international /

Descrizione


Strombolicchio è localizzato 1,5 km a NE dell’isola di Stromboli e rappresenta il neck di un antico centro eruttivo, emerso intorno a 204.000 ± 25.000 anni fa e in seguito demolito quasi interamente dall’erosione meteo-marina; i dicchi, le lave e le brecce che lo formano hanno composizione andesitico-basaltica. L’isolotto ricade entro l’isobata di –50 m ed è pertanto stato in connessione territoriale con Stromboli durante l’ultima regressione eustatica del livello marino (MIS5). La superficie si estende per 7.620 m2 e la massima elevazione attuale raggiunge 49 m s.l.m.: alla fine dell’Ottocento, la regia Marina italiana ne ha fatto brillare la parte sommitale, che probabilmente sfiorava i 70 m; sul pianoro è stato edificato un faro, entrato in funzione nel 1926, che fino al 1960 è stato alimentato da bombole a propano e successivamente a tale data da un impianto fotovoltaico. Il perimetro costiero si estende per 440 m ed è interamente costituito da pareti a strapiombo, sulle quali si depositano copiose quantità di aerosol disperso dal moto ondoso, mentre il suolo è scarso e si accumula in piccole cenge e nelle fessure della roccia. Durante il periodo estivo, il versante meridionale è sottoposto a forte insolazione e la salsedine vi amplifica gli effetti dell’aridità, mentre quello settentrionale rimane quasi sempre in ombra.

Stato delle conoscenze


Le prime informazioni sulla flora dell’isolotto sono state fornite da G. Gussone e, successivamente, da M. Lojacono-Pojero, che nel 1903 vi scopre la presenza della rara Eokochia saxicola, la cui popolazione è stata oggetto di studi più approfonditi durante gli ultimi due decenni, anche nell’ambito dello svolgimento di un progetto Life-Natura (“Eolife99”). Ulteriori prospezioni sono state compiute tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del XX secolo da G. Ferro e S. Brullo, mentre un elenco floristico esaustivo si deve alle più recenti indagini di S. Pasta e P. Lo Cascio.

Nel 1952 R. Mertens descrive come razza insulare della lucertola campestre la prima popolazione e dunque la sottospecie nominale di Podarcis raffoneae, che sarà oggetto di indagini genetiche e biologiche a partire dagli anni Novanta (M. Capula, P. Lo Cascio, C. Corti e V. Perez-Mellado); contestualmente, vengono raccolti anche i primi dati sull’invertebratofauna, che si aggiungono a quelli già disponibili sull’avifauna, pubblicati da S. Frugis ed E. Moltoni alla fine degli anni Sessanta.

L’isolotto è stato studiato sotto il profilo litologico già alla fine dell’Ottocento, ma le conoscenze più aggiornate sulla sua geologia si inquadrano nell’ambito delle indagini sull’evoluzione e la dinamica di formazione dell’apparato di Stromboli, oggetto di sostanziale revisione con la realizzazione dell’ultima carta geologica pubblicata nel 2013 da L. Francalanci e collaboratori.

Interesse


La flora vascolare, che conta una ventina di specie, comprende alcune entità di notevole interesse biogeografico: l’Amarantacea Eokochia saxicola (Guss.) Freitag & G. Kadereit, endemica molto rara sulle coste del Tirreno meridionale, la Cariofillacea Dianthus rupicola Biv. subsp. aeolicus (Lojac.) Brullo & Minissale, endemica delle Eolie e di alcune località della Sicilia e della Calabria, e l’Asteracea Hyoseris lucida L. subsp. taurina (Martinoli) Peruzzi & Vangelisti, caratterizzata da una distribuzione puntiforme nel settore centro-occidentale del Mediterraneo e rappresentata nell’isolotto da individui di proporzioni eccezionali. Insieme a poche altre, queste formano comunità casmofile riferite all’associazione Hyoseridetum taurinae Brullo et alii, della quale rappresentano una facies peculiare, descritta a livello di subassociazione come dianthetosum aeolici. A ridosso del faro e dei muri perimetrali della terrazza sommitale si insediano invece modesti nuclei di vegetazione arbustiva termofila, con Ephedra distachya L., Euphorbia dendroides L., Opuntia ficus-indica (L.) Mill. e alcuni individui di Olea europaea L., verosimilmente nati da semi trasportati dagli uccelli; durante il XIX secolo era stata segnalata anche la presenza Cistus monspeliensis L., che però non è stata successivamente confermata. Sull’isolotto nidificano poche coppie di Larus michahellis (Naumann); è stata anche accertata la nidificazione irregolare di una coppia di Falco eleonorae Géné e la presenza di Falco peregrinus Tunstall. L’elemento faunistico di maggior rilievo è senza dubbio rappresentato dal Lacertide Podarcis raffonei (Mertens), endemico dell’arcipelago. La fauna invertebrata non è molto ricca, anche in conseguenza delle particolari caratteristiche fisiografiche dell’isolotto: tra le poche specie di coleotteri si segnalano i Tenebrionidi Blaps gibba Laporte de Castelnau, Gunarus parvulus (Lucas) e Akis subterranea Solier, quest’ultimo endemico dell’area siculo-calabra e frequente nei contesti antropizzati, i Curculionidi Trachyphloeus laticollis Boheman e Otiorhynchus meligunensis Magnano, il primo largamente diffuso nel Mediterraneo, il secondo endemico esclusivo dell’arcipelago, e l’Anobiide Gastrallus corsicus Schilsky, infeudato nelle parti legnose di Eokochia saxicola, senza tuttavia determinare vere e proprie infestazioni a danno delle piante.

Pressioni


Strombolicchio è disabitato ma, rappresentando un luogo facilmente accessibile per la presenza di una scala che conduce alla terrazza sommitale, durante la stagione estiva viene visitato giornalmente da decine di turisti. Il disturbo antropico potrebbe rappresentare la causa del carattere irregolare degli episodi di nidificazione da parte di Falco eleonorae, il cui periodo riproduttivo coincide con quello di massima affluenza nel sito. L’accesso incontrollato e la contestuale assenza di adeguata informazione sulle caratteristiche di elevata fragilità dell’ecosistema rappresentano inoltre un rischio potenziale per le altre specie animali e vegetali dell’isolotto. Durante gli ultimi anni, il Servizio Fari della Marina Militare ha effettuato lavori edili ai fini della manutenzione della scala sommitale e dell’edificio del faro senza adottare alcuna precauzione per la tutela dei popolamenti vegetali e animali; lo stesso si verifica in occasione dei periodici interventi di manutenzione dell’impianto elettrico del faro, cui spesso fa seguito l’abbandono di rifiuti ferrosi e di materiale elettrico, anche inquinante, che potrebbe alterare le caratteristiche chimico-fisiche del suolo.

Gestione e Conservazione


Strombolicchio ricade nel perimetro della ZPS ITA030044 “Arcipelago delle Eolie – area marina e terrestre” e del SIC ITA030026 “Isole di Stromboli e Strombolicchio”, per i quali è stato redatto un Piano di Gestione approvato dall’Assessorato al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana con D.D.G. n. 120 dell’08/03/2013. L’isolotto è stato designato Riserva Naturale Integrale con Decreto Assessoriale n. 819 del 20/11/1997 e affidato alla gestione dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana; il regolamento dell’area protetta introduce severi limiti all’accesso, motivato esclusivamente da ragioni scientifiche e autorizzato dall’ente gestore, ma di fatto non esiste alcun controllo, poiché l’ente gestore non dispone di personale dedicato e di una sede.

Bibliografia


Aliquò V., Leo P. & Lo Cascio P., 2006. I tenebrionidi dell’Arcipelago Eoliano: nuovi dati faunistici e lineamenti zoogeografici, con descrizione di una nuova specie del genere Nalassus Mulsant, 1854 (Coleoptera, Tenebrionidae). Naturalista siciliano, 30 (2): 69-90.

Brullo S., Minissale P., Siracusa S. & Spampinato G., 1997. Taxonomic and phytogeographical considerations on Hyoseris taurina (Compositae), a S. Tyrrhenian element. Bocconea, 5 (2): 707-716.

Ferro G. & Furnari F., 1968. Flora e vegetazione di Stromboli (Isole Eolie). Archivio botanico e biogeografico italiano, 12 (1-2): 21-45; (3): 59-85.

Francalanci L., Lucchi F., Keller J., De Astis G. & Tranne C.A., 2013. Eruptive, volcano-tectonic and magmatic history of the Stromboli volcano (north-eastern Aeolian archipelago). In: Lucchi F., Peccerillo A., Keller J., Tranne C.A. & Rossi P.L. (eds.), The Aeolian Islands Volcanoes. Geological Society, Memoirs 37, London, pp. 397-471.

Lo Cascio P., 2000. Note sul falco della regina, Falco eleonorae, nell’Arcipelago Eoliano. Rivista italiana di Ornitologia, 69 (2): 187-194.

Lo Cascio P., 2010. Attuali conoscenze e misure di conservazione per le popolazioni relitte dell’endemica lucertola delle Eolie, Podarcis raffonei (Squamata Sauria). Naturalista siciliano, 34 (3-4): 295-317.

Lo Cascio P. & Pasta S., 2008. Flora vascolare e lineamenti della vegetazione degli isolotti minori dell’Arcipelago Eoliano (Tirreno meridionale). Riassunti del 37° Congresso nazionale della Società italiana di Biogeografia (Catania, 7-10 ottobre 2008): 64.

Troìa A., Cardinale M., La Manna M., Lo Cascio P., Pasta S., Puglia A.M., Quatrini P. & Voutsinas E., 2005. Preliminary results of EOLIFE99, a project concerning the conservation of four endangered plant species of Aeolian Archipelago (South Tyrrhenian Sea, Italy). Quaderni di Botanica ambientale e applicata, 15 (2004): 173-174.

Print Friendly, PDF & Email