Cette fiche a été rédigée dans le cadre du projet d’Atlas encyclopédique des Petites Iles de Méditerranée, porté par le Conservatoire du Littoral, l’Initiative PIM, et leurs nombreux partenaires.
This sheet has been written as part of the encyclopedic Atlas of the Small Mediterranean Islands project, carried out by the Conservatoire du Littoral, the PIM Initiative and their numerous partners.
(https://pimatlas.org)

ISOLE

Cluster : WEST SICILIAN

Sous-bassin : SICILE

Prèveto

Contributeur :

P. Lo Cascio, S. Pasta & L. Scuderi

Date de création : 15/12/2017

Commune Favignana
Archipel /
Surface (ha) /
Linéaire côtier (mètre) 1050
Distance à la côte (Mile nautique) /
Altitude max (mètre) /
Coordonnée géographiques Latitude 37,914722
Longitude 12,302089
Propriété foncière /
Gestionnaire(s) Commune de Favignana
Statut de protection national  /
international /

Descrizione

Descrizione


L’isolotto del Prèveto raggiunge 8 m s.l.m. nel suo punto più elevato e con i suoi 1240 m di perimetro e 43190 m2 di superficie rappresenta il maggiore isolotto satellite dell’arcipelago delle Egadi; esso dista 225 m dalla costa meridionale dell’Isola di Favignana, dalla quale è separato per mezzo di un canale profondo 4 m. L’isolotto è costituito prevalentemente da calcari dolomitici, dolomie e calcari oolitici (Triassico superiore-Lias, 228-175 Ma); affioramenti di calcari fossiliferi riferiti al ‘rosso ammonitico’ (Dogger-Malm, 175-145 Ma) e calcilutiti marnose e marne (Cretaceo inferiore, 145-100 Ma) sono localizzati lungo il settore costiero nord-orientale dell’isolotto. Sulla base dei più recenti studi sull’ampiezza delle oscillazioni eustatiche quaternarie, l’isola dovrebbe essere stata connessa per l’ultima volta alla terraferma circa 8000 anni fa.

La presenza di abbondanti manufatti litici riscontrati sull’isolotto nel passato non ha avuto ulteriori riscontri nei decenni successivi.

Sebbene il toponimo rimandi alla presenza di un eremita (prèveto = prete), oggi non si osserva alcuna traccia di insediamenti antropici, ad eccezione di un rudimentale ricovero costruito con conci di calcarenite al centro del pianoro sommitale: si tratta di un manufatto recente, realizzato probabilmente dai pastori che con ogni probabilità vi conducevano gli animali al pascolo sino all’immediato Secondo Dopoguerra, pratica consueta a quel tempo su molte isole minori della Sicilia. Sull’isolotto è stata inoltre osservata una grande quantità di frammenti di terracotta recente.

Stato delle conoscenze


Visitata per la prima volta da D. Dolomieu nel 1783 e da L. Spallanzani nel 1788, l’isola vanta una lunga storia di esplorazione naturalistica: nel 1828 vi soggiorna G. Gussone, che pubblicherà le prime – e, per lungo tempo, le uniche – informazioni floristiche nelle opere dedicate alla Sicilia e alle isole circumsiciliane; durante il XIX secolo vengono effettuate altre raccolte da D. Reina su incarico di V. Tineo, allora direttore dell’Orto Botanico di Palermo, e del malacologo L. Benoit, Tali spedizioni portano alla scoperta dell’interessante endemita Oxychilus alicurensis (Benoit); nuove indagini zoologiche vengono compiute nel 1878 da E.H. Giglioli, mentre all’inizio del Novecento l’isola viene visitata brevemente da M. Lojacono-Pojero, che riporta numerosi riferimenti di Alicudi nei volumi della sua “Flora Sicula”. Negli anni Cinquanta materiale erpetologico viene raccolto da A. Trischitta per conto di R. Mertens. Un forte impulso alla conoscenza biologica dell’isola viene dato tra gli anni Sessanta e gli anni Settanta, nel corso delle campagne sulle “Piccole Isole” promosse dal CNR: i risultati riguardano numerosi gruppi zoologici, tra i quali particolare interesse rivestono i molluschi terrestri (F. Giusti), i coleotteri carabidi (M. Magistretti) e gli uccelli (E. Moltoni e S. Frugis), mentre L. Di Benedetto realizza il primo censimento floristico completo dell’isola. Alla fine degli anni Settanta B. Massa effettua i primi censimenti della colonia di Falco eleonorae Gené, aggiornati successivamente da A. Corso e da P. Lo Cascio. Quest’ultimo ha inoltre ampliato le conoscenze sulla fauna invertebrata, realizzando periodici campionamenti a partire dal 1995, e sull’avifauna, che si aggiungono ai dati (per i quali è disponibile una rassegna completa a cura di B, Massa e collaboratori) raccolti durante gli anni Ottanta da vari ornitologi. Un decennio più tardi (aprile 1995), nel corso del suo dottorato dedicato alle isole circum-siciliane, S. Pasta raccoglie nuovi dati sulla flora locale e scopre la presenza di Silene hicesiae Brullo & Signorello e Cytisus aeolicus Guss., specie endemiche delle Eolie.

Notizie sulla geologia di Alicudi erano state riportate da Dolomieu, Cortese, Sabatini, Bergeat, Keller, ma la prima carta geologica dell’isola, basata prevalentemente su dati petrochimici, viene realizzata da Villari e Nappi nel 1975 e aggiornata da Villari nel 1980. Gli studi condotti negli anni Ottanta-Novanta da Manetti e collaboratori portano ad una nuova interpretazione dell’evoluzione geo-vulcanologica dell’isola, basata questa volta su un approccio stratigrafico. I nuovi dati e la nuova chiave di lettura portano alla realizzazione di una nuova carta ad opera di Lucchi e collaboratori nel 2008. Tale elaborato contiene sostanziali revisioni riguardo alle datazioni e ai rapporti stratigrafici. Infine, negli ultimi anni Leocat ha ricalibrato alcune datazioni e rivisto la storia eruttiva dell’apparato di Alicudi.

Interesse


I dati floro-faunistici disponibili sono frutto di tre visite condotte nel periodo estivo-autunnale (settembre 2004, agosto 2005 e ottobre 2010). Esse hanno permesso di accertare la presenza di 46 taxa vegetali, alcuni rappresentati da popolazioni esigue e soggette a forte oscillazione interannuale. Un certo rilievo fitogeografico rivestono Senecio aegadensis C. Brullo & Brullo, endemita delle Egadi appartenente al ciclo di S. leucanthemifolius Poir., e Limonium bocconei (Lojac.) Litard., endemita esclusivo delle coste rocciose della Sicilia nord-occidentale e delle Egadi. Degna di nota la presenza locale di due specie estremamente rare o estinte sull’isola di Favignana, Chamaerops humilis L. e Ranunculus bullatus L..

Il paesaggio vegetale di Prèveto è modellato dal disturbo dovuto ad una copiosa colonia di Larus michahellis (Naumann). Infatti, il settore settentrionale dell’isolotto, dove si concentrano i nidi, ospita una comunità ruderale riferibile alla classe Stellarietea mediae R. Tx. Lohmeyer & Preising ex von Rochow, dominata da Malva arborea (L.) Webb & Berthel. e Carduus pycnocephalus L..

L’altra metà dell’isolotto, maggiormente esposta ai venti meridionali ed all’apporto di salsedine appare meno disturbata dai gabbiani ed è coperta da comunità arbustive alo-xeronitrofile dominate da Suaeda vera J.F. Gmel. (porzione sud-orientale) o da Arthrocnemum macrostachyum (Moric.) K. Koch (porzione meridionale e sud-occidentale), riferibili alla classe Sarcocornietea fruticosae Br.-Bl. & R. Tx. ex A. & O. de Bolòs em. O. de Bolòs (habitat 1430).

L’erpetofauna comprende Tarentola mauritanica (Linnaeus) e Podarcis siculus (Rafinesque), la mammalofauna Rattus norvegicus (Berkenhout) e Oryctolagus cuniculus (Linnaeus), quest’ultimo con una massiccia popolazione. L’unica specie accertata come nidificante è Larus michahellis, presente con circa 60 coppie. Tra gli invertebrati, nel complesso ancora poco noti, si segnala la presenza del coleottero Curculionidae Otiorhynchus aegatensis (Solari & Solari), endemico esclusivo dell’isolotto e di Favignana.

Pressioni


La locale colonia di gabbiani produce un forte impatto sulle caratteristiche fisiche e chimiche del suolo per via del calpestio e dell’apporto di sostanza organica.

Il massiccio traffico di mezzi nautici durante la stagione estiva e lo sbarco incontrollato di bagnanti e turisti arrecano un notevole disturbo e possono rappresentare una minaccia concreta per la fauna terrestre dell’isolotto, in particolare per l’avifauna nidificante.

Gestione e Conservazione


L’isolotto del Prèveto ricade all’interno del SIC ITA010004 ‘Isola di Favignana’ ed è incluso all’interno della Zona di Protezione Speciale (ZPS) ITA010027 ‘Arcipelago delle Egadi – area marina e terrestre’, designato ai sensi della Direttiva 79/409 ‘Uccelli’ dell’UE; sebbene per entrambi sia stato redatto il Piano di Gestione per i Siti della Rete Natura 2000 delle Egadi, questo risulta però carente di dati e/o indicazioni relative all’isolotto, oggetto di prospezioni biologiche soltanto in seguito alla sua realizzazione.

Il mare che circonda l’isolotto ricade nella zona C dell’Area Marina Protetta ‘Isole Egadi’, istituita con D.M. del 27 dicembre 1991, che a sua volta coincide con il Sito di Importanza Comunitaria (SIC) ITA010024 ‘Fondali dell’Arcipelago delle Isole Egadi’, compresa nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) ITA 010027 ‘Arcipelago delle Egadi – area marina e terrestre’ (ZPS).

Bibliografia


Abate B., Incandela A. & Renda P., 1997. Carta geologica delle Isole Favignana e Levanzo (scala 1:12.500). Dipartimento di Geologia e Geodesia dell’Università di Palermo, CoNISMa.

Corti C., Lo Cascio P. & Razzetti E., 2006. Erpetofauna delle isole italiane. In: Sindaco R., Doria G., Razzetti E. & Bernini F. (eds.), Atlante degli Anfibi e Rettili d’Italia. Polistampa, Firenze, pp. 613-643.

Malatesta A., 1957. Terreni, faune e industrie quaternarie nell’Arcipelago delle Egadi. Quaternaria, 4: 165-190.

Pasta S., Sciberras A., Sciberras J. & Scuderi L., 2014. Analysis of the vascular flora of four satellite islets of the Egadi Archipelago (W Sicily), with some notes on their vegetation and fauna. Biodiversity Journal, 5 (1): 39-54.

Sorci G., Massa B. & Cangialosi G., 1973. Avifauna delle Isole Egadi con notizie riguardanti quella della provincia di Trapani (Sicilia). Rivista italiana di Ornitologia, 43: 1-119.

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