Cette fiche a été rédigée dans le cadre du projet d’Atlas encyclopédique des Petites Iles de Méditerranée, porté par le Conservatoire du Littoral, l’Initiative PIM, et leurs nombreux partenaires.
This sheet has been written as part of the encyclopedic Atlas of the Small Mediterranean Islands project, carried out by the Conservatoire du Littoral, the PIM Initiative and their numerous partners.
(https://pimatlas.org)

ISOLE

Cluster : NORD

Sous-bassin : SICILE

Scoglio di Patti / Pietra di Patti

Contributeur :

Salvatore Pasta ; Pietro Lo Cascio

Date de création : 15/12/2017

Comune Patti
Arcipelago Northern Sicilian coast
Area (ha) /
Costa (metri) 180
Distanza dalla costa (miglio nautico) 0,6
Altitudine massima (metri) /
Coordinate geografiche Latitudine 38,160989
Longitudine 14,989828
Proprietà della terra /
Organo di gestione /
Stato di protezione nazionale /
internazionale /

Descrizione


La Pietra di Patti, chiamato dai locali anche ’u Liuni (= il Leone) e ’u Ciafagghiuni (= la Palma nana), ha un perimetro di 188 m ed una superficie emersa di 1795 m2. La sua porzione sommersa costituisce un tutt’uno con il vicino ‘Scoglio (o Scoglietto) di Patti’, corpo roccioso sommerso di natura conglomeratica (Mario hai info più dettagliate sulla geologia?). Posta quasi al centro del Golfo di Patti a 1060 m dalla costa siciliana, essa costituisce un elemento essenziale del paesaggio locale. Un braccio di mare che raggiunge una profondità massima di 27 m la separa dall’isola maggiore, mentre sul lato nord emerge da un fondale sabbioso profondo circa 35-40 m.

La Pietra di Patti non reca alcun segno di presenza umana; tuttavia una stampa del XVIII secolo (La Duca?) la raffigura come punto di attacco delle cime della locale tonnara. L’inconfondibile sagoma dello scoglio fu modificata sensibilmente nell’agosto-settembre del 1943, quando le forze anglo-americane che invasero la Sicilia lo utilizzarono come bersaglio per le prove balistiche che precedettero le incursioni aeree ed i cannoneggiamenti navali.

In assenza di stazioni di rilevamento termo-pluviometrico prossime alla scoglio in esame, si presume che l’area sia soggetta al bioclima caratteristico del cluster di pertinenza, caratterizzato da un termotipo termomediterraneo inferiore e da un ombrotipo subumido superiore, con temperature medie annue comprese tra 16.8 e 18.8 °C e precipitazioni comprese tra 615 e 730 mm.

Stato delle conoscenze


Le informazioni sulla costituzione geologica dell’isolotto sono state desunte da una carta geologica del Golfo di Patti realizzata nel corso degli anni Novanta del secolo scorso da Caliri e Coll. (non consultata).

Le informazioni disponibili sugli aspetti biologici della parte emersa della Pietra di Patti sono frutto di una singola visita effettuata da M. Crisafulli INS giorno mese anno e durata, finalizzata al censimento della flora vascolare. In tale occasione è stato possibile annotare qualche osservazione sulla presenza stagionale di Larus michahellis (Naumann). Non si dispone di dati relativi agli invertebrati; tuttavia, considerando la limitata estensione ed il fatto che buona parte della superficie della Pietra di Patti è costantemente esposta all’azione del moto ondoso, è lecito ritenere che il corpo emerso ospiti un contingente faunistico molto modesto.

Anche le informazioni sull’ambito marino sono parziali e inedite, frutto di circa 15 immersioni effettuate da G. Scotti tra il  2004 ed il 2015.

Interesse


La Pietra di Patti non ospita nessun elemento floristico né faunistico di particolare rilievo. Due specie legnose – Capparis spinosa L. subsp. rupestris (Sibth. & Sm.) Nyman e Ficus carica L. var. caprificus Risso – sono rappresentate da singoli individui. Le altre specie censite sono Chenopodium album L., Portulaca oleracea L. s.l., e Digitaria cfr. sanguinalis (L.) Scop., tipiche di colture irrigue estive e ambiti ruderali, senza dubbio disperse da uccelli che hanno sostato negli orti suburbani della costa antistante.

Lo scoglio ospita poche coppie di Larus michahellis; non sono presenti vertebrati terrestri.

La Pietra di Patti è circondata da un fondale con sabbie fini, interrotto da grandi scogli e nuclei localizzati di Posidonia oceanica (L.) Delile. La natura del fondale e la presenza di un intenso idrodinamismo creano condizioni di notevole torbidità dell’acqua, a vantaggio di popolamenti bentonici di invertebrati filtratori come Sabella spallanzanii (Gmelin), Serpula spp. e Protula spp., che colonizzano le pareti sommerse. La comunità vegetale è caratterizzata da specie tolleranti alti tassi sedimentari quali Codium bursa (Olivi) C. Agardh e C. vermilara (Olivi) Delle Chiaje. Le ampie fessurazioni della roccia caratterizzate da una bassa luminosità ospitano i poriferi Agelas oroides (Schmidt), Spirastrella cunctatrix Schmidt, e specie perforanti quali Cliona viridis (Schmidt) e C. celata Grant. Le pareti poco illuminate esposte a nord sono colonizzate da Eunicella singularis (Esper). La fauna ittica è rappresentata da specie predatrici come Seriola dumerili (Risso), Dentex dentex (Linnaeus) e popolamenti ormai stanziali di Sphyraena viridensis Cuvier. Tra le strutture rocciose trovano rifugio specie di buon valore commerciale come saraghi (Diplodus spp.), corvine (Sciaena umbra Linnaeus), cernie (Epinephelus spp.) e scorfani (Scorpaena spp.).

Pressioni


La Pietra di Patti è inserita in un contesto morfologico di modesto valore paesaggistico causato dalla monotonia di fondali sabbiosi e rappresenta pertanto un elemento di grande attrazione per la subacquea ricreativa e la nautica da diporto. Nei mesi estivi, infatti, un elevato numero di imbarcazioni da diporto stazionano in prossimità della Pietra di Patti e dello Scoglietto di Patti, che rappresentano gli unici siti frequentati da Centri Diving e dai pescatori subacquei locali. Tuttavia, si può escludere che tale presenza costituisca un effettivo elemento di disturbo per il modestissimo popolamento biologico dell’isolotto.

Gestione e Conservazione


Attualmente l’isolotto non gode di alcuna misura di protezione. Chiesto a Giulia e Angelo esiste un vincolo paesaggistico o di altra natura!

Anche per la parte sommersa non esiste alcuna forma di tutela. Per un raggio di 100 m dallo Scoglio di Patti, vige il divieto di transito, di balneazione, di sosta e di ancoraggio di qualsiasi mezzo nautico. È vietata altresì la pesca subacquea (in apnea o con bombole), il posizionamento di attrezzi (da pesca e non) e qualsiasi altra attività marittima che comporti la presenza non autorizzata di persone o cose. Tali divieti derivano dalla presenza di numerosi ordigni bellici risalenti all’ultimo conflitto mondiale.

Bibliografia


Caliri A., Carbone S., Carveni P., Catalano S., Lentini F., Strazzulla S., Vinci G., Vinciguerra G., 1993. Carta geologica del Golfo di Patti (Sicilia settentrionale)(scala 1:25.000). S.El.Ca Firenze.

Sciacca G.C., 2009. Il Golfo di Patti nei viaggiatori dal XVI al XX secolo. Il Pungitopo, Marina di Patti, 384 pp.

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