Cette fiche a été rédigée dans le cadre du projet d’Atlas encyclopédique des Petites Iles de Méditerranée, porté par le Conservatoire du Littoral, l’Initiative PIM, et leurs nombreux partenaires.
This sheet has been written as part of the encyclopedic Atlas of the Small Mediterranean Islands project, carried out by the Conservatoire du Littoral, the PIM Initiative and their numerous partners.
(https://pimatlas.org)

ISOLE

Cluster : CICLOPI ARCHIPELAGO

Sous-bassin : SICILE

Lachea

Contributeur :

S. Sciandrello, D. Catalano, P. Lo Cascio, R. Ientile & G. Sturiale

Date de création : 15/12/2017

Lachea (Bing Maps)
Comune Acitrezza
Arcipelago Ciclopi Archipelago
Area (ha) 20
Costa (metri) 680
Distanza dalla costa (miglio nautico) 0,07
Altitudine massima (metri) 35
Coordinate geografiche Latitudine 37,56145
Longitudine 15,166292
Proprietà della terra /
Organo di gestione Commune d’Aci Castello et Université de Catane, Consortium Isole dei Ciclopi
Stato di protezione nazionale /
internazionale /

Descrizione


Con una superficie pari a 19700 m2 e un’altezza massima di 27 m s.l.m., Lachea rappresenta la più grande tra le isole dei Ciclopi, che formano un complesso insieme alla rupe di Aci Castello la cui origine si deve alla messa in posto dei più antichi prodotti vulcanici dell’Etna (circa 500000 anni fa); tali prodotti, che consistono prevalentemente in lave colonnari e a pillows di composizione basaltica (tholeiti), si presentano intercalati ad argille pleistoceniche emerse per effetto di successivi sollevamenti vulcano-tettonici, tuttora in atto. Una particolarità geomorfologica di Lachea è rappresentata dalle “marmitte” diffuse lungo la costa settentrionale, cavità profonde anche un metro e formate per effetto dell’abrasione marina. La morfologia dell’isola è caratterizzata da una profonda incisione lungo il versante settentrionale (La Cornera) che la divide quasi in due; inoltre, intorno alla metà del XVIII secolo il perimetro costiero del settore meridionale è stato modificato per esigenze di difesa portuale attraverso parziali demolizioni.

Frequentata e utilizzata come necropoli sin dalla preistoria, ha ospitato strutture di guardia e/o di difesa sia nell’orbita d’influenza fenicia sia quando è stata soggetta al controllo delle più vicine colonie greche (VIII-III secolo a.C.); in epoca tardo-romana era invece presente un piccolo insediamento monastico-eremitico, in parte ospitato all’interno di grotte. Indicata come “l’Isola” o come “Spinusa” nei registri della Segrezia (l’ufficio che amministrava per conto dei Borboni alcuni beni cittadini), è stata utilizzata come “riserva di pesca” e, a partire dal 1803, data in concessione per uso agricolo. Venne impiantato un vigneto e introdotto il fico e il fico d’India, nonché realizzati alcuni muri a secco. Nel 1828 le isole dei Ciclopi entrano a fare parte della municipalità di Aci Castello ma Lachea resta di proprietà degli eredi dei detentori della Segrezia e, successivamente, della famiglia Gravina. Un rappresentante di quest’ultima, nel 1896, la cede a titolo gratuito all’Università di Catania “per studi scientifici e sperimentali”. Dopo un iniziale tentativo di realizzarvi un acquario e una stazione di biologia marina, sorge un piccolo museo ittico, che tuttavia soffrirà negli anni dell’incuria e dell’abbandono e dove la maggior parte delle collezioni andranno perdute; quello che ne resta è attualmente esposto nella sala visite della riserva, allestita in uno dei due edifici ottocenteschi presenti sull’isola.

Stato delle conoscenze


La prima pianta menzionata per l’arcipelago dei Ciclopi è Mesembryanthemum crystallinum L., osservato su Lachea dal naturalista G. B. Brocchi agli inizi del XIX secolo e oggi assente. Circa 20 anni dopo F. Parlatore (1840) descrive Bromus madritensis var. monandrus sulla base di un campione raccolto sull’Isola Lachea dall’allora giovanissimo botanico tedesco Th. von Heldreich. Informazioni puntuali sulla flora vascolare dell’Isola Lachea compaiono inoltre su un paio di note pubblicate da L. Nicotra sul finire del XIX secolo e, circa vent’anni dopo, da G. Zodda in un suo contributo sulle briofite sicule. Nuove indagini condotte durante il XX secolo da A. Musmarra, G. Siracusa e, più recentemente, da S. Sciandrello, P. Minissale e G. Sturiale, hanno permesso di ottenere un soddisfacente quadro di conoscenze sulla flora e sulla vegetazione di Lachea e dei suoi satelliti.

Nel 1949 A. Taddei ha riferito a una distinta razza insulare (denominata ciclopica) le popolazioni di Podarcis siculus presenti a Lachea e sugli scogli vicini; altri dati erpetologici sono stati pubblicati agli inizi degli anni Settanta da S. Bruno e B. Lanza. Durante gli ultimi decenni, nuove indagini sulla fauna terrestre sono state promosse dal CUTGANA, consorzio universitario che si occupa della gestione della riserva; queste hanno riguardato in particolare gli invertebrati, per i quali tuttavia non si dispone di un inventario esaustivo, e l’ecologia del ratto nero Rattus rattus.

Interesse


La flora vascolare dell’isola Lachea conta circa 80 taxa, tra i quali prevalgono le erbe annuali a carattere nitrofilo e ruderale, meglio adattate all’apporto di nutrienti ed al disturbo dovuto alla presenza di una nutrita colonia di gabbiani reali. Esse danno vita a diversi consorzi riferibili all’alleanza Echio-Galactition tomentosae. Le stazioni esposte all’influenza diretta dell’aerosol marino sono caratterizzate dalla presenza di diverse piante lito-alofile come Allium commutatum, Crithmum maritimum, Limbarda crithmoides e Lotus cytisoides (habitat 1240), o arbusti alonitrofili e adattati a ben tollerare gli stress termo idrici come Suaeda vera ed Atriplex halimus (habitat 1420). Le piccole depressioni soggette agli spruzzi delle onde marine ospitano consorzi di erbe annuali tipici dei suoli salati riferibili all’habitat 1310. Sulla parte sommitale dell’isolotto dsi sviluppano nuclei di macchia sclerofilla sempreverde dominati dall’oleastro, Olea europaea var. sylvestris. Non si registra la presenza di specie di particolare interesse fitogeografico ad eccezione di Carlina hispanica subsp. globosa, esclusiva della Sicilia e dell’Italia meridionale.

Confrontando la flora redatta negli anni Novanta del XX secolo da G. Siracusa con quella appena pubblicata da S. Sciandrello e P. Minissale risulta degna di nota l’estinzione di numerose specie legnose tipiche delle comunità più mature e a maggior grado di naturalità, quali Euphorbia dendroides, caducifoglia estiva che domina spesso le formazioni arbustive (habitat 5330) dei contesti più caldi ed aridi del Mediterraneo, Halimione portulacoides e Jacobaea maritima subsp. bicolor, specie tipica degli arbusteti costieri più maturi (habitat 1240), nonché la scomparsa di Heliotropium bocconei, specie a gravitazione tirrenica. Con ogni probabilità questi taxa sono stati eliminati a causa dell’agguerrita competizione di piante autoctone, quali Artemisia arborescens nei contesti più caldi o Acanthus mollis e Rubus ulmifolius nei contesti più freschi e ombreggiati, e alloctone quali Ailanthus altissima e Opuntia ficus-indica, specie che nel corso degli ultimi decenni hanno mostrato chiare tendenze invasive traendo vantaggio dalla nitrificazione del suolo e dal disturbo connesso all’incremento della locale colonia di gabbiani reali.

Il popolamento faunistico di Lachea risulta abbastanza diversificato in rapporto alla sua modesta superficie, ma nel complesso privo di elementi di particolare interesse, a eccezione dei due Ragni Gnafosidi Zelotes messinai, endemico siciliano, e Urozelotes mysticus, per il quale l’isola rappresenta la sola stazione italiana finora nota. L’ornitofauna stanziale comprende poche specie, tra le quali Motacilla flava. I Rettili sono rappresentati da Hemidactylus turcicus, Tarentola mauritanica e Podarcis siculus; la locale popolazione di quest’ultimo è stata descritta in passato come sottospecie distinta ma risulta priva di valore tassonomico. È presente una consistente popolazione di Rattus rattus, che condiziona sensibilmente il contesto faunistico e, in generale, quello ecologico dell’isola.

Pressioni


Lachea ha subìto – e continua a subire – gli effetti diretti e indiretti di una forte pressione antropica, che ne condizionano negativamente il livello di naturalità e integrità; ciò appare paradossale, se si considera che l’isola risulta designata come Riserva Naturale Integrale, la cui gestione è affidata a un consorzio interuniversitario. La presenza di specie vegetali aliene, spesso introdotte a scopo ornamentale, costituisce un sensibile fattore di minaccia per le specie autoctone e, spesso, ne ha determinato la scomparsa. Il ratto nero rappresenta un ulteriore elemento di disturbo ad ampio raggio, con effetti negativi sia per le poche altre specie di vertebrati, sia per quelle più numerose di invertebrati. Tradizionalmente l’isola è stata sede di eventi mondani e folcloristici, in ragione della sua facile accessibilità, della sua prossimità alla costa e dell’atavica connessione con il contesto antropico e culturale della comunità di pescatori di Aci Castello; nel 1931, per esempio, ha ospitato un grande raduno promosso dalla Lega Navale, con tanto di colpi di cannone e rinfresco per centinaia di partecipanti; ancora nel 1982, in occasione della festa patronale, Lachea e i vicini faraglioni sono stati dotati di un complesso impianto di illuminazione aereo e sottomarino. Nonostante i vincoli formali derivati dall’istituzione dell’area protetta, ancora oggi l’isola subisce un periodico sfalcio della vegetazione onde evitare che i giochi pirotecnici che si tengono in occasione di queste celebrazioni possano innescare eventuali incendi. Tale forma di gestione appare certamente in forte contraddizione con la designazione di Lachea quale Riserva Naturale Integrale, che tuttavia sembra oggettivamente eccessiva per un contesto fortemente antropizzato e scarsamente supportata sotto il profilo delle motivazioni: si consideri soltanto che una delle finalità della tutela è “salvaguardare la lucertola endemica Podarcis sicula ciclopica” (si veda art. 3 D.A. 04/11/1998), la quale risulta tuttavia morfologicamente e geneticamente indistinguibile da quella che abita la costa antistante.

Gestione e Conservazione


Lachea e i suoi satelliti sono stati designati Riserva Naturale Integrale con D.A. 614/44 del 1998 e affidati in gestione al consorzio interuniversitario CUTGANA dell’Università di Catania. Successivamente, con D.M. 09/11/2004, è stata istituita un’Area Marina Protetta su una superficie estesa per 623 ettari; l’isola, in particolare, ricade nell’ambito della Zona A (massima tutela).

Per ripristinare l’integrità e la funzionalità del paesaggio vegetale dell’isola di Lachea bisogna procedere a interventi di eradicazione delle numerose piante esotiche introdotte a scopo ornamentale (Casuarina equisetifolia, Pittosporum tobira, Robinia pseudoacacia, Thuja orientalis, ecc.), prendendo di mira in prima istanza quelle maggiormente invasive come Ailanthus altissima e Opuntia ficus-indica.

Un analogo intervento andrebbe previsto per il ratto nero, che rappresenta un consistente elemento di degrado biologico e probabilmente un fattore-limite che condiziona le dinamiche e l’evoluzione dei locali popolamenti faunistici.

Bibliografia


AA.VV., s.d. Riserva Naturale Integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi”. G. Maimone ed., Catania.

Branca S., Coltelli M., Groppelli G. & Lentini F., 2011. Geological Map of the Etna Volcano, 1: 50000 scale. Italian Journal of Geosciences, 130(3): 265-291.

Brocchi G.B., 1820. Osservazioni naturali fatte alle isole de’ Ciclopi, e nella contigua spiaggia di Catania. Biblioteca Italiana o sia Giornale di Letteratura, Scienze e Arti, anno 5, 20: 217-228.

De Santis C., Ronsisvalle G.A., Siracusa G., 1995. Indagine ecologico-naturalistica della Riserva Integrale “Isola Lachea”. Giorn. Bot. Ital., 129 (2): 100 (abstract).

Parlatore F., 1840. Rariorum plantarum et haud cognitarum in Sicilia sponte provenientium. Fasciculus 2, Panormi.

Sciandrello S., Minissale P. & Sturiale G., 2017. Plant communities supported by the geological setting: the case history of the Isole dei Ciclopi (east Sicily). Lazaroa, 38(1): 27-51.

Siracusa A.M., Messina A., Monaco I., Petralia A., Petralia E. & Rappazzo G., 2010. Abitudini alimentari di Rattus rattus (Linnaeus, 1758) (Rodentia, Muridae) nella Riserva Naturale Integrale “Isola Lachea e Faraglioni dei Ciclopi” di Acicastello (Catania, Italia). Bollettino dell’Accademia gioenia di Scienze naturali, 42(371): 1-12.

Zodda G., 1911. Briofite sicule. Contribuzione Quarta. Malpighia (Genova), 24: 258-277.

Print Friendly, PDF & Email